12
aprile 1983, è la vigilia della prima finale scudetto. I biglietti
sono andati esauriti in un giorno e il Corriere dello Sport pubblica
in prima pagina la foto della coda davanti a Orbis, che in pratica
arriva fino a Piazza Santa Maria Maggiore. Prezzi dei biglietti:
Parterre 23mila lire, Tribuna numerata 14mila, gradinata 9mila,
galleria 5mila. Ma i bagarini fanno razzia e i prezzi già
raddoppiano.
Finale
Roma-Milano, finale mediatica, tante polemiche. Si dice sempre così,
quando si pensa a Bancoroma-Billy del 1983. Già, ma quali furono
queste polemiche? Intanto non le iniziano le due squadre, ma le
inizia Cantù, eliminata dal Banco, che rinfaccia al presidente
federale Vinci un'intervista in cui aveva detto che una finale tra
Banco e Billy avrebbe fatto esplodere il basket in tutta Italia.
Peccato che nella stessa intervista Vinci aveva dichiarato di tifare
per la Sinudyne Bologna, eliminata proprio da Cantù nei quarti. Dan
Peterson non raccoglie: «Non ci sto. Se fosse tutto deciso, dovremmo
giocare via telex. So che troveremo un ambiente caldo, ma non lo
temo. Il Bancoroma non può farci paura. Abbiamo gente esperta e
forte. E il pubblico caricherà anche noi».
E
Bianchini? Va subito all'attacco, intervistato da Emanuela Audisio su
Repubblica: «Il Billy ha già perso il suo scudetto. Quello dello
spettacolo. Con la tradizione che ha, doveva rischiare. Fare gioco,
conquistare spettatori. Invece è quanto di più tradizionale esista.
Stessi giocatori, stessi schemi, stessa idea di basket. Ha già
vinto, ha già dimostrato di essere forte. Perché non tentare di
fare il pienone sempre, non solo ai playoff? La verità è che il
Billy è un prodotto di Milano, mentre il Banco sta producendo Roma,
in tema di pallacanestro. Questa è la diversità, questa è la
nostra forza».
Prosegue
anche il cammino in parallelo con la Roma nel calcio. Anche i
giallorossi di Liedholm pochi giorni dopo affronteranno Milano,
perché saranno impegnati a San Siro in casa dell'Inter. Sentite cosa
dichiara Carlo Ancelotti: «Se non perdiamo è fatta. Mi spiace però
di non poter vedere gara-1 Banco-Billy, perché sono in ritiro con la
Nazionale. Il giorno di Roma-Catanzaro ho lasciato l'Olimpico a tempo
di record per la partita con la Ford. E' stata entusiasmante, un
bellissimo pubblico. Con questi tifosi il Banco può battere il
Billy. Di fronte alla possibilità di vedere due scudetti a Roma, non
posso che tifare Banco!». Anche Bruno Giordano dichiara di tifare
Banco, nonostante sappia che al Palaeur ci saranno molti romanisti.
Ancora
polemiche. Sulla Gazzetta, Enrico Campana ridicolizza l'esplosione
del basket a Roma: «Il pubblico si muove credendo che Larry Wright
sia uno dei Bee Gees. Qualcuno va a vedere il basket perché fanno
tanti gol». Anche qui, Bianchini si fa trovare pronto: «L'importante
è che la gente venga per la musica che suona e per i gol che segna».
Il giorno dopo, la Gazzetta praticamente si schiera, dato che in
prima pagina titola: “Billy, difendi il tuo scudetto!”.
Rinunione
tecnica a Settebagni al mattino, allenamento al Palaeur al
pomeriggio. Castellano si fa male a una mano, giocherà con il dito
steccato. Subito dopo si allena il Billy, che alloggia allo
Shangri-là all'Eur. Insomma, è tutto pronto. Domani si comincia.
Tutto questo e molto altro in "Banco! L'urlo del Palaeur", il libro sull'epopea del Bancoroma, che trovate qui:
- online sul sito ilmiolibro.it
- scrivendo all'indirizzo e-mail bancoroma83@gmail.com per informazioni e richieste
- presso la libreria Pagine di Sport di via dei Tadolini 7/9, a circa 150 mt. da piazza Mancini/ ponte Duca D'Aosta
- presso l'edicola di piazza Monte Baldo 9, a 200 metri da piazza Sempione
- facendo visita alla redazione de Il Romanista, via Bargoni 8 Roma, dalle ore 15 alle 21 tutti i giorni, sabato e domenica compresi (a proposito: se andate in edicola non dimenticate di chiedere Il Romanista!)
- libreria Pergamon, via Felice Nicolai 84/86, zona Balduina
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