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mercoledì 22 aprile 2015

I 145 stranieri della storia della Virtus, le loro 30 nazionalità e il primo, che però nella Virtus non giocò mai...



Quella di Mika Vukona è la trentesima nazionalità (Italiana esclusa) che si vede nella storia della Virtus Roma. Da tempo stiamo cercando di catalogare tutti i giocatori non italiani che hanno vestito la maglia della Virtus, anche se è sempre più difficile individuare i criteri. Qualche esempio: Sconochini è italiano come Gabini? Di passaporto sì, ma i percorsi cestistici sono ben diversi ed entrambi hanno giocato con l'Argentina. Fermo restando che chi ha cambiato passaporto in corsa si tiene quello di origine (Bobby Jones e Ibby Jaaber, ad esempio, restano americani), che Becirovic anche se è arrivato come italiano non può non restare sloveno, che Ejim è canadese anche se gioca da nigeriano... E non sono gli unici casi. Al momento l'unico georgiano è Quinton Hosley, che probabilmente non sa neanche che esiste uno stato chiamato Georgia.

In attesa di perfezionare un conteggio che comunque è imperfezionabile (anzi, chi ha segnalazioni, non esiti!), al momento non sono presi in considerazione i giocatori che hanno giocato solo in Coppa Italia (esempi: Rory White, Larry Spriggs e forse non solo loro) o che sono stati tesserati senza disputare neanche una gara ufficiale (Jim Chones o, ultimo esempio, Petty Perry) i conti sono questi:
USA (82): Mike Davis, Phil Hicks, Tom Zaliagiris, Kim Hughes, Larry Wright, Clarence Kea, Darrell Lockhart, Raymond Townsend, Bruce Flowers, Scott May, Mike Bantom, George Gervin, Lorenzo Romar, David Thirdkill, Danny Ferry, Brian Shaw, Kurt Nimphius, Michael Cooper, Ricky Mahorn, Elvis Rolle, Kenny Payne, Tanoka Beard, Shelton Jones, Albert English, Ben Coleman; Jeff Sanders, Bob Thornton, Mark Davis, Marty Embry, Steve Henson, Gary Plummer, Tod Murphy, Irving Thomas, Ian Lockhart, Ed Stokes, Bill Edwards, Gaylon Nickerson, Warren Kidd, John Turner, Mike Iuzzolino, Henry Williams, Jerome Allen, Rod Sellers, George Gilmore, Benjamin Handlogten, Scoonie Penn, Casey Shaw, Jeff Sheppard, Brandon Wolfram, Horace Jenkins, Anthony Parker, Cory Alexander, Rashard Griffith, Keith McLeod, Tyus Edney, Maurice Carter, David Hawkins, Gary Trent, Mire Chatman, Ibrahim Jaaber, Erik Daniels, Allan Ray, Andre Hutson, Brandon Jennings, Ruben Douglas, Kennedy Winston, Ricky Minard, Darius Washington, Josh Heytvelt, Charles Smith, Clay Tucker, Jarvis Varnado, Phil Goss, Bobby Jones, Jordan Taylor, Josh Mayo, Jimmy Baron, Austin Freeman, Ramel Curry, Kyle Gibson, Jordan Morgan, Brandon Triche
SLOVENIA (7): Marko Tusek, Vlado Ilievski, Erazem Lorbek, Sani Becirovic, Primoz Brezec, Jurica Golemac, Uros Slokar
NIGERIA (6): Obinna Ekezie, Adeola Dagunduro, Gani Lawal, Callistus Eziukwu, Trevor Mbakwe, Ndudi Ebi
FRANCIA (5): Stephen Johnson, Vassil Evtimov, Herve Toure, Ali Traore, Jerome Moiso
SERBIA (4): Sasa Obradovic, Dejan Bodiroga, Ognjen Askrabic, Tadija Dragicevic

GRECIA (4): Yannis Gagaloudis, Mihalis Kakiouzis, Loukas Mavrokefalidis, Dimitris Marmarinos
ARGENTINA (3): Juan Alberto Espil, Hugo Sconochini, Roberto Gabini
CROAZIA (3): Dino Radja, Roko Ukic, Rok Stipcevic
IRLANDA (3): Dan Callahan, Cal Bowdler, James Larranaga,
CANADA (2): Leo Rautins, Melvin Ejim
BELGIO (2): Tomas van den Spiegel, Maxime De Zeeuw
BOSNIA (2): Nihad Djedovic, Nemanja Gordic,
MONTENEGRO (2): Vladimir Dasic, Halil Kanacevic
POLONIA (2): Alexsandar Czyz, Simon Szewcyk
GERMANIA (2): Sebastian Machowski, Marko Pesic
DANIMARCA (2): Claus Hansen, Christian Drejer
BRASILE (1): Andrade Israel
PORTOGALLO (1): Johnny Branch
PORTORICO (1): Daniel Santiago
REPUBBLICA CECA (1): Lubos Barton
REPUBBLICA DOMINICANA (1): Jose Vargas
SVEZIA (1): Doremus Bennermann
AUSTRALIA (1): Wade Helliwell
GIAMAICA (1): Bryan Bailey
ISLANDA (1): Jon Stefansson
SPAGNA (1): Rodrigo De La Fuente
UNGHERIA (1): Peter Lorant
SOMALIA (1): Faisal Aden
GEORGIA (1): Quinton Hosley
NUOVA ZELANDA (1): Mika Vukona

Il primo di tutti, però, non è in questa lista. Perché il primo straniero della storia della Virtus non giocò mai nella Virtus. Arrivò che era già infortunato. La sua storia, sinistro presagio di molte altre, è su "Banco! L'urlo del Palaeur", il libro che trovate qui.

lunedì 20 aprile 2015

"Banco! L'urlo del Palaeur" entra in biblioteca

"Banco! L'urlo del Palaeur", il libro che racconta l'epopea del Bancoroma, è stato donato alla biblioteca "Pier Paolo Pasolini" di Viale Caduti per la Resistenza 410/a. E lì è disponibile per prestito e consultazione. In fondo, non è molto distante dal Palaeur e in quartiere, Spinaceto, che da molto prima che Nanni Moretti si accorgesse di lui per fare "Caro Diario", era pieno di gente che giocava a basket. E lo è ancora.

contatti
responsabile della biblioteca Antonio Lombardo
telefono (0039) 06 45460520
fax (0039) 06 5083275
e-mail
pasolini@bibliotechediroma.it

30 anni prima: Zam Fredrick (Ebbene sì)

Stavolta abbiamo saltato l'appuntamento, perché fa male ricordarlo. Ma il 18 aprile 1985 il Bancoroma veniva eliminato dai playoff al termine di una delle serie più assurde della sua storia. Dopo aver vinto la regular season, incontrò la Scavolini, che si era qualificata all'ultima giornata e che aveva cambiato 2 allenatori e 4 stranieri durante la stagione. Uno di loro, Zam Fredrick, fu il grande protagonista di quella serie caratterizzata da tre vittorie esterne. Pesaro vince a Roma, Roma vince a Pesaro, Pesaro vince a Roma. Però grazie a youtube possiamo rivedere il duello tra Townsend e Fredrick in gara2, quella che il Banco vinse a Pesaro quando tutti lo davano per spacciato.


Se poi invece volete sapere tutto, ma proprio tutto, sull'epopea del Bancoroma, non dovete far altro che leggere Banco! L'urlo del Palaeur che trovate qui

lunedì 23 marzo 2015

30 anni prima: 24 marzo 1985, Simac Milano-Bancoroma 90-113



L'ultima volta che ho sentito parlare di questa partita è stato pochi mesi fa. Alla presentazione del suo libro “Altro giro, altro tiro, altro regalo”, Flavio Tranquillo raccontava che nel post-partita chiese a Valerio Bianchini, peraltro presente in sala, se la grande prestazione avesse salvato Townsend dal taglio. Il Vate rispose con un discorso lungo e ricco di dotte citazioni, senza rispondere su Townsend. Ogni tanto ne parlano anche alcuni dei protagonisti del Banco, che grazie a quella vittoria vinsero la regular season, impresa che ritengono ingiustamente dimenticata. Per anni, prima che la Virtus di Pesic nel 2006 facesse altrettanto, è stata la vittoria più ampia mai ottenuta dalla Virtus a Milano.

Il Banco ci arrivò secondo in classifica, con 42 punti, mentre la Simac, che aveva appena vinto la Coppa Korac, ne aveva 44. Milano, peraltro, all'andata aveva vinto di 10 al Palaeur dopo un supplementare agguantato con un tiro da centrocampo di Gilardi per la disperazione di Bianchini («Avevamo tutto il quintetto base fuori per falli, sarebbe stato meglio perdere di 3 punti»). Era la penultima giornata, l'idea di tutti era quella di provare a difendere il secondo posto. In realtà, però, Bianchini aveva annusato la possibilità di fare il colpaccio, tanto che la riunione tecnica era durata ben 40 minuti in più del solito.

Si giocò al Palalido (il Palasport di San Siro era crollato per la neve poco tempo prima) alle 18, con differita su Telemontecarlo alle 20,30. E fu un dominio totale da parte del Bancoroma, che concesse un solo vantaggio alla Simac (13-12 al 4') per poi condurre sempre i giochi. Più 10 a fine primo tempo (45-55) e in apertura di ripresa allungo decisivo propiziato da 7 punti consecutivi di Townsend (47-64 al 22'). Milano rientra fino al 61-68 al 30', ma dopo 3' il Banco torna a volare (73-89) e dilaga nel finale vincendo di 23. Nell'ultima giornata batterà Cantù e confermerà il primo posto in regular season per la seconda (e ultima) volta nella sua storia.

A fine partita, chiederanno a Bianchini: «Coach, la preoccupa la semifinale playoff con la Granarolo?» Lui rispose: «Veramente mi preoccupa il primo turno con la Scavolini». Aveva ragione, purtroppo.

Domenica 24/3/1985
Simac Milano-Bancoroma 90-113 (45-55)
Simac: Boselli 11 (2/3, 1/5), D’Antoni 9 (0/1, 3/9), Pettorossi n.e., Premier 15 (4/6, 0/5), Meneghin 18 (6/10), Gallinari 2 (1/1), De Piccoli n.e., Schoene 12 (6/11), Carroll 23 (10/17), Bariviera. All. Peterson
Bancoroma: Sbarra 3 (1/3), Iardella n.e., Townsend 34 (10/14, 2/6), Flowers 22 (8/9), Tombolato 2 (1/3), Gilardi 24 (8/11, 2/4), Polesello 10 (5/8), Scarnati n.e., Solfrini 18 (7/11), Valente n.e. All. Bianchini
Arbitri: Baldini e Montella
Spettatori: 4000

Tiro: Simac 29/49 (4/19 da tre), Bancoroma 40/59 (4/10 da tre). Tiri liberi: Simac 20/24, Bancoroma 21/23. Rimbalzi: Simac 27 (Meneghin 9), 12 offensivi; Bancoroma 29 (Flowers 8), 8 offensivi. Palle perse: Simac 14 (Meneghin 4), 9 recuperi; Bancoroma 18 (Flowers 5), 13 recuperi

Se poi, in fin dei conti, volete sapere che cosa accadde prima e purtroppo dopo quella partita, non avete che da leggere "Banco! L'urlo del Palaeur"

lunedì 19 gennaio 2015

Cedevita Zagabria. Di risse, Cibona, Bancoroma, Repesa e Drazen Petrovic... (lunghetto, ma completo)

Mercoledì in Eurocup la Virtus sfida il Cedevita Zagabria, che in panchina ha Jasmin Repesa, ex allenatore della Virtus e anche della storica squadra di Zagabria, il Cibona. Tutto ciò avviene trent'anni dopo l'incrocio in Coppa dei Campioni col Cibona Zagabria.

Né il Bancoroma né il Cibona sapevano, il 16 gennaio 1985, che la partita del Palaeur sarebbe stato un passaggio di consegne tra la detentrice della Coppa e la futura vincitrice. Anche perché quel giorno vinse il Banco, nonostante fosse già chiaro che aveva di fronte uno squadrone. Il Cibona infatti poteva schierare 4/5 del quintetto base della nazionale jugoslava che era stata bronzo olimpico a Los Angeles. C'erano Nakic, Knego, Vukicevic e naturalmente i fratelli Petrovic. Mirko Novosel (Ct di quella Jugoslavia) neanche si degnava di allenarla per il campionato, quando lasciava spazio al suo vice allenatore Pavlicevic. Lui scendeva in panchina solo per la Coppa dei Campioni.

Drazen Petrovic era già Mozart. Pochi giorni prima, in un'esibizione, aveva fatto 60/62 al tiro da tre. Da una sua provocazione a Gilardi era nata la rissa tra Italia e Jugoslavia agli Europei del 1983. E fu rissa anche al Palaeur, al termine di una partita che il Banco aveva quasi sempre condotto, grazie al grande contributo sotto canestro di Flowers e Tombolato (Polesello giocò poco a causa della febbre), ma che non aveva saputo chiudere anche perché ogni volta c'era proprio Petrovic a riavvicinare il Cibona.



Clamoroso il finale: gli slavi sorpassano, vanno anche a +5 (76-81). Il Banco torna sotto grazie a Townsend, che lo riporta a -1 (86-87). E' proprio lui, a 11 secondi dal termine, a segnare da tre punti il canestro del sorpasso: 89-87. Ma 11 secondi sono tanti, soprattutto per chi fa Petrovic di cognome. E' Aza, non Drazen, a tentare il tiro da tre che darebbe la vittoria al Cibona. Townsend lo stoppa. Più probabilmente, lo ammettiamo, gli arpiona il braccio. L'arbitro, il polacco Paszucha, che due anni prima era stato il principale responsabile dell'eliminazione del Banco dalla Korac ad opera del Limoges, non fischia. Il pallone finisce tra le mani di Tombolato, che non lo molla più.

A quel punto Petrovic (Drazen) aggredisce un arbitro, lo stesso Novosel perde la calma e strappa lo stemma della Fiba dalla maglia di un altro arbitro, i giocatori in panchina prendono a calci i tabelloni pubblicitari e li fanno volare in campo, i giocatori del Banco non stanno certo a guardare... Anche perché, dopo la gara di Tel Aviv col Maccabi, sono ormai abituati alle risse...

Mercoledì 16/1/1985
Bancoroma-Cibona Zagabria 89-87 (46-41)
Bancoroma: Sbarra 2 (1/2), Iardella 2 (1/4), Townsend 18 (3/8, 4/5), Flowers 25 (11/16), Tombolato 19 (7/9), Gilardi 7 (1/3, 1/4), Polesello 3 (1/4), Scarnati n.e., Solfrini 13 (5/10), Valente n.e. All. Bianchini
Cibona: M.Nakic 2 (0/3), A.Petrovic 17 (1/2, 5/7), Bebic n.e., Cutura 26 (10/19), D.Petrovic 28 (8/14), Knego 6 (3/9), Vukicevic 6 (3/3), Usic 2 (1/3), I. Nakic n.e., Arapovic n.e. All. Novosel
Arbitri: Paszucha (Pol) e Mottart (Bel). Commissario Fiba: Avramidis (Gre)
Spettatori: 4300 Incasso: 21 milioni
Tiro: Bancoroma 38/65, CIbona 31/59. Tiri liberi: Bancoroma 14/16, Cibona 21/21. Tiri da tre: Bancoroma 5/9, Cibona 5/7. Rimbalzi: Bancoroma 25, Cibona 25

Tecnicamente parlando, quello è stato il punto più alto della storia della Virtus. Che dopo quella vittoria era contemporaneamente prima in Europa e prima in Italia. Le cose poi non andarono come si pensava a causa delle sconfitte interne con Maccabi e Real Madrid. E al ritorno il Cibona vinse così:



Il Cibona poi vinse addirittura la Coppa. E a fine giugno fu invitato alla Coppa Intercontinentale, dove c'era anche il Bancoroma, che aveva già De Sisti in panchina al posto di Bianchini e non riuscì a difendere il titolo conquistato nel settembre del 1984 in Brasile. Ma vinse 101-98 contro il Cibona campione d'Europa.

La resa dei conti finale però ci fu un po' di tempo dopo. Nell'agosto del 1986 a Palencia, cittadina della Castiglia circa duecento chilometri a nord-ovest di Madrid, nella finale di un torneo estivo. La cronaca: 37 secondi dopo l'inizio, Usic piazza una gomitata in faccia a Scott May, che la restituisce. Un minuto dopo lo stesso Usic replica sul sopracciglio di Polesello, che sfodera con un gancio destro ben assestato. Espulso, Fulvio esce tra gli applausi del pubblico, che non aveva gradito le scorrettezze del Cibona nelle partite precedenti del torneo. Drazen Petrovic segna da tutte le parti, ma il Bancoroma resta a contatto. Aza Petrovic, invece, provoca Gilardi, che replica “alla Polesello”. Non contento, il fratello di Drazen si rivolge da par suo alla panchina del Banco, da cui saltano fuori tutti. Ed è, appunto, tutti contro tutti. Bilancio: espulsi Aza Petrovic e Usic da una parte, Gilardi e May dall'altra (più Polesello). S'infortuna Bechini, che però prima, nella rissa, ha tenuto fede al suo soprannome di “Rambo”. Guerrieri e Novosel s'insultano a distanza fino alla fine, perché al banchetto finale gli organizzatori del torneo hanno cura di piazzare Banco e Cibona alle estremità opposte della sala...


Insomma, il Cibona avrà pure vinto la Coppa dei Campioni nel 1985 e nel 1986. Ma il Bancoroma s'è difeso bene sia a basket, vincendo due volte, sia nelle risse, dove come minimo ha pareggiato.


Poi, il Cibona l'abbiamo battuto nel 2007, con Repesa che ci allenava, anche se quella partita va ricordata per ciò che, in contemporanea, accadeva a Belgrado...


Se poi, in fin dei conti, volete sapere tutto non solo sulle risse col Cibona, ma sull'epopea del Bancoroma basket, non vi resta che leggere Banco! L'urlo del Palaeur

giovedì 8 gennaio 2015

30 anni prima: 10/01/1985, Coppa Campioni: Granarolo-Bancoroma 72-73

10 gennaio 1985: il Bancoroma gioca a Bologna in Coppa Campioni. E in casa della Granarolo campione d’Italia coglie una grande vittoria, che sembra spianargli la strada verso un’altra finale. Questo è il pezzo di Mario Arceri sul Corriere dello Sport:

Il Banco lascia il segno anche nel piccolo Madison bolognese. L'ex salotto del basket si scalda lanciando ingiurie a Bianchini, sostiene con un tifo rovente i suoi giocatori, si gela assistendo al lento e inesorabile rientro dei campioni d'europa, riprende vigore sulla rimonta disperata che Brunamonti propizia nei minuti conclusivi, poi abbandona il palazzo in silenzio. E’ una delusione in più che questa Virtus capricciosa infligge alla città italiana più innamorata el basket. Bologna conferma di avere scarsa simpatia per basket di coppa. Subisce ancora una volta una sconfitta di un punto, nella partita più importante. Il Banco ha confermato di aver raggiunto una grande maturità, ha capacità di soffrire e stringere i denti e non darsi mai per vinto.
Sulla vittoria c’è la firma di Gilardi e Polesello,puntuale al tiro uno, indomito lottatore ai rimbalzi l’altro oltre che autore di una grandissima difesa su Villalta, fino a spegnerlo. L’azzurro è stato obbligato a un 4/15 al tiro umiliante per uno come lui. Gilardi è stato grande nel secondo tempo dopo aver sbagliato cose fin troppo facili nel primo, anche in contropiede. Ha dovuto forzare alcuni tiri vista la latitanza di Townsend, con Flowers soffocato dal muro bianconero.
Nei primi minuti una buona alternativa era stato Solfrini, finché ha indovinatola via del canestro il Banco ha condotto agevolmente, dimostrando una marcia in più. Ma Sofrini ha anche avuto pause pericolose, sbagliando troppi palloni per cercare preziosismi inutili. Marco tuttavia non ha fatto mancare il suo prezioso apporto difensivo, come utile è stato Tombolato, mentre Sbarra ha confermato il suo momento negativo con una prova incolore. Forse il recupero di Flowers, non ancora in condizione, è stato troppo forzato.
Il Banco ha saputo giocare con calma e non è mai affondato nei momenti migliori di Bologna.
Gara in altalena. Da uno 0-4 iniziale a 4-4 in 5 minuti con un terrificante 1/10 dal campo per Bologna. Poi 12-6 al 7’ e 19-23 al 15’. Nella ripresa 6 punti in fila del Banco capovolgono il risultato, ma Townsend commetteva un fallo in attacco, il suo quarto fallo. Così si passa dal 34-37 al 46-41 per Bologna. Poi ancora Banco, 50-52 al 10’ e ancora Bologna, 57-52 al 12’ del secondo tempo. Qui Bianchini azzecca la mossa: contro la zona 2-3 Rolle non ha più fiato per districarsi tra Polesello, Tombolato e Flowers, in campo tutti e tre contemporaneamente. Bologna non tira da fuori, Gilardi ruba palloni e vola in contropiede spezzando in due la partita. In 4 minuti e mezzo si arriva al 60-71. A Bologna a questo punto serviva un miracolo. E per poco non è arrivato: grazie agli errori di Solfrini, Gilardi e Townsend i padroni di casa si riportano sotto: 69-73 a 2’30” dalla fine. Poi tre errori consecutivi di Villalta sotto canestro,Gilardi sbaglia in lunetta, Brunamonti segna da tre: 72-73, ma non c’è più tempo per provare il sorpasso”.

Giovedì 10/1/1985
Granarolo Bologna-Bancoroma 72-73 (34-31)
Granarolo: Brunamonti 20 (6/9, 2/2), Valenti, Trisciani n.e., Lanza (0/2, 0/1), Van Breda Kolff 17 (6/12, 1/3), Villalta 8 (4/13, 0/2), Binelli 2 (1/2), Rlle 8 (3/6), Bonamico 17 (7/15). All. Bucci
Bancoroma: Sbarra 4 (1/3), Iardella n.e., Townsend 7 (2/5, 1/4), Flowers 10 (5/10), Tombolato 4 (2/4), Gilardi 26 (9/19, 2/4), Polesello 12 (6/7), Scarnati n.e., Solfrini 10 (5/13), Valente n.e. All. Bianchini
Arbitri: Rigas (Gre) e George (Ger). Commissario Fiba: Takev
Spettatori 5815 Incasso: 46,5 milioni
Tiro: Granarolo 30/67, Bancoroma 33/69. Tiri liberi: Granarolo 9/15, Bancoroma 4/7. Tiri da tre Granarolo 3/8, Bancoroma 3/8. Rimbalzi: Granarolo 35, Bancoroma 42

Risultati:
Real Madrid-Cska Mosca 84-72
Cibona Zagabria-Maccabi Tel Aviv 88-77
Granarolo Bologna-Bancoroma 72-73


Classifica: Cibona, Maccabi, Bancoroma 4 Cska, Real Madrid, Granarolo 2

Se poi, in fin dei conti, non sapete come proseguì il girone di Coppa Campioni e tutto quello che non sapete sull'epopea del Bancoroma, c'è sempre il libro Banco! L'urlo del Paleur


venerdì 19 dicembre 2014

20 dicembre 1984, Bancoroma-Simac. "Se avessi potuto, avrei sparato a quel pallone..."



Sabato 21 dicembre, la Virtus gioca contro Milano. Mercoledì 20 dicembre 1984, trent'anni e un giorno prima, si giocò un altro Roma-Milano niente male. Il Bancoroma era primo in classifica con 4 punti di vantaggio sulla seconda, la Berloni Torino, e 6 sulla Simac Milano. Undicimila persone al Palaeur, che ha riaperto solo pochi giorni prima in occasione della vittoria in Coppa Campioni col Cska Mosca. Però è dura: Bianchini è squalificato e segue la partita dalla tribuna, mentre è assente Polesello. La Simac, invece, si presenta con Joe Barry Carroll, prima scelta assoluta del draft 1980 (dove però in verità i Golden State Warriors non fecero una gran mossa perché per averlo lasciarono ai Boston Celtics sia Robert Parish sia la scelta con cui avrebbero preso Kevin McHale...), arrivato per una barca di soldi. Hanno anche Russ Schoene e Mike D'Antoni che gioca da italiano.



Il Banco ci prova. Va subito sotto, rientra e va in vantaggio 46-42 all'intervallo con due triple di Townsend che sembrano neutralizzare la 1-3-1 milanese. Poi però lo stesso Townsend s'inceppa, Milano torna sopra e sembra poterla vincere tranquillamente. Flowers però costringe Carroll al quinto fallo e nonostante siano fuori per falli anche Tombolato e Solfrini, con un tiro da 20 metri di Gilardi arriva il pareggio che porta la gara al supplementare. Che il Banco inizia con Gilardi, Flowers e Sbarra con 4 falli. Commetteranno il quinto e il Banco perderà di 10. “Se avessi potuto, avrei sparato al quel pallone tirato da Gilardi” dice Bianchini, che già immagina di doversi giocare il primo posto con la Simac e che la differenza canestri possa essere decisiva. Chiaramente partire da -3 sarebbe stato meglio che partire da -10. Non può certo immaginare che al ritorno andrà a vincere di 23 a Milano...



Giovedì 20 dicembre 1984
Bancoroma-Simac Milano 98-108 (46-42, 91-91)
Bancoroma: Sbarra 12 (4/6, 0/2), Iardella 3 (1/3), Townsend 19 (4/4, 3/7), Flowers 22 (9/15), Tombolato 14 (7/9), Gilardi 26 (8/16, 2/4), Scarnati, Solfrini 2 (0/2), Sacripanti, Valente. All. Bianchini
Simac: Boselli 19 (7/9, 1/3), D’Antoni 20 (2/3, 3/6), Pettorossi n.e., Premier 26 (9/13), Meneghin 15 (6/12), Gallinari, De Piccoli, Schoene 6 (3/7), Carroll 22 (7/15), Bariviera (0/1). All. Peterson
Arbitri: Marchis e Garibotti
Spettatori: 11.000

Tiro: Bancoroma 33/55 (5/13 da tre), Simac 34/60 (4/9 da tre). Tiri liberi: Bancoroma 17/24, Simac 28/36. Rimbalzi: Bancoroma 32 (Flowers 11), 11 offensivi; Simac 39 (Carroll 11), 13 offensivi. Palle perse: Bancoroma 10, 7 recuperi (Gilardi 3); Simac 14 (Meneghin 6), 6 recuperi







Se poi, in fin dei conti, volete sapere tutto quello che c'è da sapere sulla storia del Bancoroma, a Natale regalatevi "Banco! L'urlo del Palaeur", il libro sull'epopea del Bancoroma basket.